Liberi di amare

Liberi di amare

E’ il titolo del libro di Laura Laurenzi. Un libro meraviglioso che vi consiglio di leggere. Il sottotitolo del libro è: ” Grandi passioni omosessuali del novecento”. Ma la cosa più interessante non è l’omosessualità di queste passioni. Ma la passione stessa. Ed è il coraggio di queste passioni, che mi ha appassionato. Perché è il coraggio di vivere il “dentro” e quindi anche il “contro”, l’altra faccia, di ogni sentimento, di ogni timore, di ogni “colpa”. Con la furia e l’impeto di chi non si sottrae mai, neanche una volta,all’opportunità doverosa di vivere tutto sé stesso …
Se ripenso alle volte in cui sento la maggioranza delle coppie chiamarsi reciprocamente:”Amò”…. Al vuoto totale di quelle voci.
Alla completa assenza di una qualunque reale vibrazione emotiva in quel suono. Quasi sempre un suono incolore, solito, sbadato. Non cercato, non pensato, non scelto. Usuale. Spesso sprecato …
Nel libro di Laura Laurenzi non ci sono solo passioni devastate e devastanti. Ma anche amori pacati, mai dubbiosi, fedeli. Presenti. Al limite del “servizievole”. Pienamente dediti.
Confesso che la passione tra Verlaine e Rimbaud toglie il fiato. Scuote le vene. Riattiva il flusso energetico che corre verso la conoscenza, verso il limite di se stessi. La definizione:” ci amavamo come tigri” …. la dice lunga sulla conflittualità che qualunque sentimento così potente genera. Ma il fascino straordinario di quell’esperienza intrisa di follia è la poesia luminosa con cui Rimbaud ci porge il suo caos. La sua dolorosissima interiorità. Laura Laurenzi lo ha definito: “un angelo furioso”. Perché era bello come un angelo.
Una sola volta nella vita mi è capitato di amare così. Avevo diciannove anni e amavo ancora senza sapere chi ero. E’ l’uomo che ha lasciato solchi che nessun vento ha cancellato. Ma io, in quel vento, ancora cammino …