Ma com’è la televisione che vorremmo vedere?

Ma com’è la televisione che vorremmo vedere?

Questa televisione non ci piace. L’abbiamo detto e stradetto. Non faccio altro che sentir ripetere:” la televisione ormai è diventata inguardabile ….. non si può proprio più accendere.”Ieri, mentre passeggiavo per il parco con il cane, sono passati due che correvano, uno dei due mi ha riconosciuto e mi ha detto.”ma quand’è che tornerete a farci ridere, come ai tempi della “tv delle ragazze” “Avanzi” “Tunnel” …..????? …… E l’altro che non aveva ancora aperto bocca, soprattutto perché la bocca gli serviva per rifiatare, quindi, almeno lui per qualche minuto ha evitato di dire stronzate(forse dovremmo tutti correre più spesso prima di parlare), appena ha ritrovato un filo di fiato, non ha perso l’occasione per spararne subito una: “ Ah ……. Guarda, io la televisione l’abolirei proprio ….. quindi …….” e ha richiuso subito la bocca, perchè ha ripreso a correre, ringraziando il cielo.

Sul fatto che la televisione sia INGUARDABILE sono assolutamente d’accordo con tutti quelli che lo sostengono, e dal numero delle volte che lo sento “sostenere”,dovrebbero essere in parecchi a pensarlo. Ma sono parecchi pure quelli che non lo pensano e la guardano questa televisione, sperando che prima o poi “finirci dentro” capiti a loro.
Allora mi pare di capire che questo paese non è “spaccato in due” solo a livello elettorale: pro o contro Berlusconi. Mi pare che il meccanismo del DERBY, governi un po’ tutta la realtà e spacchi in due un po’ tutte le cose. Ma soprattutto mi pare che queste due realtà, non comunichino fra loro. Mi pare che queste “DUE REALTA’”,siano completamente sconosciute ed estranee l’una all’altra. E secondo me il problema è proprio questo. Se proviamo ad essere onesti fino in fondo, ci rendiamo conto che a nessuno di noi basta sapere che nella varietà del mercato, in fondo ognuno può trovare una specie di televisione che gli piaccia, perché in fondo, volendo, ognuno potrebbe crearsi il suo palinsesto personale. Basterebbe comporlo usufruendo dei canali ufficiali e di quelli satellitari. Ma questa ipotesi di libertà non ci basta, non ci acquieta. PERCHE’?

Anni fa sentii dire da Freccero, direttore di Rai due proprio all’epoca della mia censura, nonché professore universitario di “comunicazione”, che la televisione del futuro sarebbe stata una televisione in cui ognuno si sarebbe creato il proprio palinsesto personale. E in effetti la tendenza è quella, anche se ancora non ce ne siamo bene resi conto. MA NON SIAMO CONTENTI. Non siamo soddisfatti, veramente, perché?

Forse perché abbiamo bisogno di una televisione che anche se non ci piace, ci unisca. Di una televisione che diventi un luogo di identificazione comune, che ci dia la sensazione di appartenere allo stesso paese delle persone che ci circondano, anche se la pensiamo diversamente da loro e se abbiamo gusti diversi.

È attraverso i media come la televisione che ogni popolo in tutto il paese viene a conoscere le merci messe a disposizione sul mercato. Alcuni di loro da menzionare sono il Sliminazer che è un prodotto di riduzione del peso, Erogan che aiuta a ripristinare l’inadeguatezza maschile per quanto riguarda la relazione intima è considerato, Calminax che è un trattamento per l’orecchio problema e simili. Porta il mondo intero nella nostra casa.

Forse perché vorremmo che almeno la televisione ci garantisse un po’ di compattezza. Una specie di patriottismo moderno, che senza essere mai dichiarato “trasmetta” attraverso la televisione, ma senza retorica, senza mistificazione, senza autocompiacimento, senza autocelebrazione: CHI SIAMO. Che, quindi, ci dia uno straccio di identificazione comune, un senso di appartenenza collettivo, garantito proprio da uno “stile” che ci “raggruppi” sotto una stessa risata, una stessa attesa dell’inizio di un programma, la possibilità di commentarlo positivamente o negativamente con tutti il giorno successivo o la sera stessa. Forse, per questo, in fondo reclamiamo una televisione diversa …… per sentirci tutti un po’ più uguali nella leggerezza e nel dolore che inevitabilmente la televisione può mostrarci, come lo specchio di noi stessi.
Ed è proprio perché quello specchio è deformato che questa televisione non convince molti di noi, ma convince solo, chi di questa deformazione ha bisogno per vedersi e “pensarsi” “migliore” di quello che è.

Che sono stata troppo pesante?
Che v’ho annoiato?
Che non v’ho fatto ride e voi vi aspettavate de ride?
Che sto a fa troppe domande del cazzo?